Conferenza Mona Hatoum | Sassari, 6 ottobre ore 18:00

Conferenza Mona Hatoum | Sassari, 6 ottobre ore 18:00

3 Ottobre 2025 Senza categoria 0

Mona Hatoum (Beirut, 1952), tra le voci più autorevoli dell’arte contemporanea, presenta la sua ricerca in dialogo con il territorio sardo e con le tecniche artigianali locali. L’incontro, a cura di Giuliana Altea e Antonella Camarda (DUMAS, Università di Sassari, in collaborazione con ARCI Nord Sardegna), si inserisce nello Spoke 2 del progetto e.INS – Ecosystem Of Innovation For Next Generation Sardinia, dedicato a innovazione e sostenibilità per la competitività delle PMMI del turismo e dei beni culturali nei mercati marginali. Un’occasione per approfondire la dimensione politica e poetica di un lavoro che interroga i temi della sorveglianza, del controllo e della dislocazione nel mondo contemporaneo.

Lunedì 6 ottobre 2025, alle ore 18.00, presso il Centro culturale ARCI “Tom Benetollo” di Sassari (Piazza Castello 1, piano A), si terrà un incontro con l’artista Mona Hatoum, tra le figure più rilevanti dell’arte contemporanea internazionale.

La conferenza approfondirà l’esperienza della residenza che Hatoum ha svolto in Sardegna per la mostra Behind the Seen al Museo Nivola (Orani, 04/10/2025 – 02/03/2026, a cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda e Luca Cheri), durante la quale ha sviluppato nuove opere realizzate con il contributo di artigiani locali: le ceramiche di Terrapintada (Bitti), le lavorazioni in ferro battuto di Emanuele Ziranu (Orani) e i tessuti di Mariantonia Urru (Samugheo).

Il linguaggio minimalista e concettuale che contraddistingue l’artista si è così intrecciato con tecniche tradizionali, generando lavori che riflettono sulla fragilità, sul contenimento e sulla tensione tra attrazione e repulsione.

La sua esperienza personale – nata a Beirut da una famiglia palestinese, non è potuta tornare a casa a causa della guerra – informa una poetica della dislocazione che si manifesta non tanto in termini narrativi, quanto spaziali e percettivi. Il territorio è spesso evocato da forme frammentate, cartografie impossibili o percorsi pieni di ostacoli. 

Al centro della riflessione di Hatoum rimane il tema del controllo e della sorveglianza, reso visibile attraverso strutture e materiali che evocano barriere, gabbie, dispositivi di contenimento. Nelle sue opere, la dimensione intima e domestica si rivela attraversata da dinamiche di potere: oggetti comuni e familiari vengono trasformati in presenze ambigue, inquietanti, che mettono in discussione l’illusione di sicurezza e neutralità degli spazi quotidiani.

L’artista porterà così lo sguardo del pubblico oltre l’apparenza, verso i meccanismi — sociali, politici e percettivi — che regolano la nostra esperienza del mondo, anche alla luce delle tensioni e dei conflitti che attraversano oggi lo scenario internazionale.

L’evento è organizzato da Giuliana Altea, professoressa di Storia dell’arte contemporanea, e Antonella Camarda, professoressa di Museologia, critica artistica e del restauro presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari, nell’ambito del Progetto e.INS – Ecosystem Of Innovation For Next Generation Sardinia – codice (cod. ECS 00000038) finanziato dal Ministero della Ricerca e dell’Istruzione (MUR) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – MISSIONE 4 COMPONENTE 2, “Dalla ricerca all’impresa” INVESTIMENTI 1.5, “Creazione e rafforzamento di Ecosistemi dell’innovazione” e costruzione di “Leader territoriali di R&S”, CUP (J83C21000320007), Spoke 2 Innovazione e sostenibilità per la competitività delle PMI del turismo e dei beni culturali nei mercati marginali.

Si tratta del primo di un ciclo di incontri dedicato al rapporto fra patrimonio culturale, storia e contemporaneità, creatività artistica e artigiana, a complemento della mostra e del relativo catalogo L’Onda nuragica. Arte, artigianato e design alla prova della Preistoria, a cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda e Luca Cheri, Sassari, Padiglione Tavolara, 2 marzo – 30 settembre 2024.

Biografia

L’opera poetica e politica di Mona Hatoum si realizza attraverso una vasta gamma di media, spesso non convenzionali, tra cui performance, video, fotografia, scultura, installazione e lavori su carta. La sua ricerca affronta temi legati allo sradicamento, alla marginalizzazione, all’esclusione e ai sistemi di controllo sociale e politico. Nata a Beirut da una famiglia palestinese, vive a Londra dal 1975, quando lo scoppio della guerra civile libanese le impedì di fare ritorno nel suo paese. Ha studiato alla Byam Shaw School of Art (1975–1979) e alla Slade School of Fine Art di Londra (1979–1981).
Hatoum ha partecipato a numerose esposizioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia (1995 e 2005), la Biennale di Istanbul (1995 e 2011), Documenta a Kassel (2002 e 2017), la Biennale di Sydney (2006), la Biennale di Sharjah (2007 e 2023) e la Biennale di Mosca di Arte Contemporanea (2013).
Tra le sue mostre personali più significative si ricordano quelle dal Centre Pompidou di Parigi (2015), poi alla Tate Modern di Londra e al KIASMA di Helsinki (2016); quella della Menil Collection di Houston (2017), quelle (Neuer Berliner Kunstverein, Georg Kolbe Museum e KINDL – Centre for Contemporary Art). La sua più recente grande personale è stata ospitata al KAdE di Amersfoort (gennaio-marzo 2025), mentre nello stesso anno le sue opere sono state messe in dialogo con quelle di Giacometti nella mostra Encounters: Giacometti x Mona Hatoum al Barbican di Londra. Ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Joan Miró (2011), il 10° Hiroshima Art Prize (2017), il prestigioso Praemium Imperiale per la scultura (2019), assegnato dalla Japan Art Association per l’intera carriera, e il Premio Julio González 2020, conferito dall’Institut Valencià d’Art Modern – IVAM di Valencia.

Locandina Mona Hatoum Sassari