In questa sezione sono raccolti i progetti di ricerca applicata nell’ambito dei Beni culturali.
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Breve descrizione
Applicazioni nel settore Turismo o Beni Culturali
Tecnologie/Metodologie
Indagine sul campo nella Sardegna occidentale e meridionale
Nicolò Atzori, Franco M. Lai
Università degli Studi di Sassari
La ricerca condotta da Nicolò Atzori, sotto la supervisione del Prof. Franco Lai, si concentra su un’approfondita esplorazione etnografica dell’area geografica della Sardegna centro-meridionale e occidentale, con particolare riferimento al Medio Campidano....
L’obiettivo è quello di analizzare il ruolo e le caratteristiche dei cosiddetti musei tematici: strutture museali che raccontano aspetti culturali specifici e identitari dei territori di riferimento, superando i modelli tradizionali di museo archeologico o etnografico classico.
I musei oggetto di studio non si limitano a esporre oggetti della tradizione contadina (collezioni demologiche), ma documentano eventi e vicende storiche, industriali, artigianali e culturali con approcci variamente multimediali. Esempi significativi sono: il Museo storico-etnografico dei Padri Cappuccini a Sanluri, il Museo Due Fonderie di San Gavino Monreale e il Museo Ferroviario a Cagliari, il Museo del coltello sardo di Arbus e il Museo Monte Tempo di Guspini.
La metodologia adottata integra diversi approcci disciplinari:
- Etnografia: raccolta dati tramite osservazione partecipante e interviste a guide museali, operatori culturali, amministratori e cittadini, offrendo un quadro diretto delle dinamiche sociali locali;
- Antropologia visiva: produzione e analisi di un vasto repertorio fotografico e audiovisivo per documentare i musei e i loro contesti;
- Antropologia storica: ricostruzione dei processi storici e istituzionali che hanno portato alla nascita e allo sviluppo delle realtà museali analizzate.
La ricerca valorizza il legame tra patrimonio culturale e identità territoriale, contribuendo alla promozione turistica e alla comunicabilità del patrimonio locale attraverso un uso integrato delle scienze umane e delle tecnologie digitali.
Beni culturali
Potenziale per esperienze di realtà virtuale/aumentata
Adattamento al turismo culturale
Applicazioni per agenzie turistiche regionali e tour operator locali
Il patrimonio culturale dei viaggiatori in Sardegna
Thomas Leonard-Roy
Università degli Studi di Sassari
La presente ricerca, sviluppata nell’ambito del Task 1.1-2, si concentra sulla valorizzazione digitale del patrimonio letterario legato alla storia dei viaggi britannici in Sardegna. ...
Il progetto risponde agli obiettivi 6 e 10 del programma, riguardanti il trasferimento digitale di servizi, competenze, risultati di ricerca e tecnologie innovative applicate ai beni culturali.
Leonard-Roy ha intrapreso un lavoro sistematico di raccolta di testi letterari in inglese che descrivono i viaggi in Sardegna dal XVI secolo ad oggi. L’obiettivo è la creazione di una mappa digitale interattiva che renda accessibile questo patrimonio culturale, finora poco studiato e frammentario, sia al pubblico sia agli operatori del settore turistico.
Il lavoro ha richiesto un’accurata ricerca storica, resa complessa dalla scarsa attendibilità delle fonti esistenti sull’argomento. Per ovviare a queste lacune, il ricercatore ha realizzato una tabella completa dei viaggiatori britannici noti in Sardegna, includendo i dettagli dei documenti sopravvissuti relativi ai loro viaggi. Una versione ridotta di questa tabella accompagna i materiali divulgativi del progetto, mentre la versione integrale è stata pubblicata in un articolo accademico nel marzo 2025.
Attraverso l’uso delle tecnologie digitali, il progetto punta a trasformare questo archivio letterario in una risorsa innovativa per il turismo culturale, contribuendo a far conoscere un aspetto inedito della storia culturale sarda.
Beni culturali
Narrazione per il turismo culturale
Usi nel turismo educativo applicabile alle aziende di tour culturali e letterari
Catalogazione e valorizzazione del patrimonio cinematografico privato
Lucia Cardone e Giulia Simi
Università degli Studi di Sassari
La ricerca, condotta tra gennaio 2023 e dicembre 2024, mira a esplorare, catalogare e geolocalizzare un archivio di film amatoriali provenienti da un fondo familiare, proveniente da un'area regionale della Sardegna, conservato e digitalizzato presso il laboratorio Offi_CINE. ...
L'archivio è composto da 112 fondi famgiliari e 323 pellicole, prevalentemente in formato Super8. Questo tipo di materiale cinematografico rappresenta una risorsa preziosa per documentare e preservare il patrimonio culturale, sia materiale che immateriale, offrendo una visione intima e personale della vita quotidiana, delle tradizioni e delle memorie familiari all'interno delle comunità sarde.
La ricerca si inserisce in un quadro teorico che considera i filmati amatoriali come una lente privilegiata per esplorare il rapporto tra memoria, territorio e identità. Il cinema amatoriale fornisce una testimonianza visiva di pratiche quotidiane e rappresentazioni sociali che possono essere collegate all'evoluzione di comunità e territori. Inoltre, il lavoro mira a offrire una narrazione innovativa del patrimonio attraverso nuovi formati come installazioni immersive e podcast, integrando l'analisi documentaria con la produzione audiovisiva. La memoria audiovisiva diventa così non solo uno strumento di archiviazione, ma anche un mezzo per rinnovare le modalità di narrazione e fruizione del patrimonio culturale.
Beni culturali
Narrazione digitale
Promozione regionale
I beneficiari includono siti web del patrimonio e piattaforme di turismo digitale
Selezione di materiale d'archivio per piattaforme digitali ad accesso aperto
Anna Depalmas, Veronica Ortu
Università degli Studi di Sassari
Nell’ambito del Task 1.1.2, Anna Depalmas e la dottoranda Veronica Ortu stanno conducendo un progetto congiunto sul patrimonio archeologico della Sardegna nuragica, con un duplice obiettivo:...
approfondire la conoscenza scientifica del territorio e trasferire tali saperi alle imprese e agli enti attivi nel settore dei beni culturali. L’iniziativa mira a promuovere la valorizzazione economica e turistica del patrimonio locale, attraverso una strategia che favorisca l’interazione tra ricerca, impresa e territorio.
Un elemento centrale del progetto è la creazione di una banca dati digitale, accessibile al pubblico e con livelli di accesso differenziati per studiosi, operatori e cittadini. Questo archivio intende raccogliere e organizzare dati attualmente frammentati e distribuiti tra numerosi enti, come le biblioteche universitarie di Sassari e Cagliari, le Soprintendenze, le Università e archivi tematici nati da censimenti archeologici, tra cui il rilevante lavoro svolto dal consorzio Archeosystem.
Nel quadro dell’attività T1.4 è stata redatta una prima lista di testi da digitalizzare e inserire nella piattaforma open-access: oltre 150 tra volumi monografici e tesi sui censimenti archeologici (riferiti a fogli IGM 1:25.000), e circa 20 collane di riviste specialistiche nei settori dell’archeologia e dell’etnodemologia, molte delle quali oggi non più pubblicate.
Questa attività rappresenta un passo fondamentale verso la creazione di un ecosistema culturale integrato, in grado di preservare e valorizzare il patrimonio archeologico sardo, rendendolo fruibile e utile sia alla comunità scientifica che allo sviluppo locale.
Beni culturali
Conservazione della conoscenza culturale
Accesso per il turismo accademico, rilevante per le istituzioni accademiche e le piattaforme del patrimonio digitale
Ricognizione archeologica dell'Altopiano di Abbasanta e della Valle del Tirso
Anna Depalmas, Veronica Ortu
Università degli Studi di Sassari
La ricerca si inserisce negli obiettivi 6 e 10 del progetto, dedicati al trasferimento di competenze, servizi e innovazioni tecnologiche (in particolare realtà aumentata e virtuale) verso un pubblico ampio e le PMI operanti nel settore dei beni culturali....
Il focus è sull’acquisizione e digitalizzazione di dati archeologici, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio pre-protostorico della Sardegna e renderlo accessibile attraverso strumenti tecnologici innovativi.
L’area di studio riguarda l’altopiano di Abbasanta e la media valle del Tirso, dove vengono condotte ricerche sia su fonti pubblicate sia tramite verifiche dirette sul campo. Particolarmente rilevanti sono gli scavi stratigrafici nei siti di Iloi e Serra Linta (Sedilo), realizzati dal team della professoressa Anna Depalmas in collaborazione con il Comune di Sedilo e le associazioni culturali locali.
I monumenti analizzati sono testimonianze materiali delle società che abitavano la Sardegna in epoca protoistorica. Nonostante l’antichità, queste strutture continuano a definire il paesaggio e l’identità culturale dell’isola. La loro imponenza ha alimentato l’immaginario collettivo e letterario, diventando oggetto di leggende popolari e racconti di viaggiatori sin dal XIX secolo.
Oltre a rappresentare un forte richiamo turistico, questi beni stimolano l’interesse delle comunità locali, desiderose di approfondire la conoscenza storica dei propri territori. La digitalizzazione e la restituzione in realtà virtuale e aumentata costituiscono quindi strumenti chiave per una valorizzazione culturale e partecipativa del patrimonio.
Beni culturali
Realtà aumentata per il turismo esperienziale, rilevanti per le aziende di sviluppo AR e gli operatori del turismo culturale
Digitalizzazione del patrimonio archeologico
Realtà virtuale ed aumentata per la fruizione
Tecnologie 3D applicate ai beni culturali
Interazione tra ricerca accademica e imprese culturali
Turismo esperienziale e valorizzazione archeologica
Indagare il paesaggio agropastorale della Sardegna nord-occidentale con metodo archeologico.
I paesaggi della produzione, del potere e del conflitto
Marco Milanese
Università degli Studi di Sassari
La ricerca si concentra sull’analisi dei paesaggi agro-pastorali e produttivi del nord-ovest della Sardegna, in particolare nelle aree del Meilogu, Thiesi e Borutta, utilizzando metodologie archeologiche....
In una fase successiva, lo studio ha ampliato il proprio focus includendo anche i “paesaggi del potere e del conflitto”, al fine di approfondire la comprensione storica e culturale di questi territori.
L’obiettivo è valorizzare il patrimonio culturale locale attraverso la creazione di materiali scientifici e la promozione di itinerari eco-turistici, in linea con i principi del turismo lento (Slow Tourism) e sostenibile. Questi percorsi mirano a stimolare nuovi flussi turistici nelle aree interne, spesso colpite da spopolamento, contribuendo così alla rivitalizzazione economica e culturale delle comunità locali.
La ricerca, inoltre, intende coinvolgere attivamente le popolazioni del territorio, promuovendo un processo di patrimonializzazione delle memorie storiche, secondo i principi della Convenzione di Faro. È previsto anche l’avvio di richieste di finanziamento pubblico per la pubblicazione dei risultati.
Beni culturali
Creazione di itinerari eco-turistici
Promozione del turismo sostenibile
Applicazioni per enti locali e agenzie di eco-turismo
Incontri sui territori per stimolare la condivisione e la partecipazione delle comunità locali
Miniere di paesaggio, memoria e comunità
Giuseppina Manca di Mores, Davide Bini, Milco Carboni, Daniele Dore, Pierpaolo Luvoni, Antonio Salamone, Roberto Satta
Accademia delle Belle Arti Mario Sironi
Il paesaggio culturale della Sardegna rappresenta un esempio emblematico di interazione tra natura, cultura e memoria collettiva. Il progetto "Mines of Landscape, Memory and Community" si propone di valorizzare i paesaggi minerari sardi...
– ricchi di significato storico, estetico e identitario – attraverso un approccio integrato tra ricerca scientifica, coinvolgimento delle comunità locali e sperimentazione artistica.
Il caso studio dell’Argentiera, ex villaggio minerario e sito del PPR della Regione Sardegna, diventa paradigma di questa azione: partendo dalla lettura storica e archeologica del sito, si sviluppa un processo di rigenerazione culturale grazie al contributo di musei civici, comunità residenti e nuove tecnologie.
Le attività includono:
- Creazione di un database georeferenziato sui paesaggi minerari, basato su dati esistenti (GNA, Catalogo Generale, RAS).
- Una Summer School (agosto 2024) con studenti e docenti dell’Accademia Sironi presso il Museo a cielo aperto dell’Argentiera, guidata da esperti come Marcello Madau, Antonio Salamone, Dario Gessati e Sergio Scavio.
- Realizzazione di una performance artistica tra teatro e cinema, site-specific con due repliche e produzione filmica ispirata alla memoria dei luoghi (ottobre 2025).
- Identificazione e produzione di quattro oggetti-segno simbolici, rappresentativi del paesaggio culturale minerario, anche in 3D.
- Webinar/ presentazione a Sassari di disseminazione con stakeholder del settore museale e geo-minerario ad ottobre 2025.
- Presentazioni pubbliche nei centri urbani della Sardegna per restituire i risultati alla comunità.
L’obiettivo finale è sviluppare un modello visuale di valorizzazione dei paesaggi culturali, replicabile e trasmissibile ad aziende del settore, fondato su contenuti scientifici, linguaggi artistici, tecnologie avanzate e partecipazione comunitaria. Il progetto intende così contribuire alla nascita di un’economia del patrimonio culturale e paesaggistico compatibile con uno sviluppo sostenibile e identitario della Sardegna.
Beni culturali
Itinerari storici e turismo minerario
Applicazioni per iniziative culturali ed ecoturistiche nel patrimonio minerario
Immagine e somiglianza. Copie d'autore dall'antichità a oggi nella Gipsoteca dell'Accademia Sironi tra tradizione e nuove tecnologie
Giuseppina Manca di Mores, Pierpaolo Luvoni, Milco Carboni, Pietro Pirino, Diego Ganga, Antonio Salamone
Accademia delle Belle Arti Mario Sironi
Il progetto si colloca nell’ambito delle attività scientifiche dedicate allo studio, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso metodologie ibride che integrano ricerca storico-artistica, pratiche museali e tecnologie digitali avanzate....
L’indagine parte da una riflessione sul ruolo della copia nella trasmissione del sapere artistico, dalla scultura classica fino all’epoca contemporanea, concentrandosi sulla collezione di calchi in gesso dell’Accademia “Mario Sironi”, patrimonio didattico e culturale di grande valore, oggi oggetto di una sistematica catalogazione, attività di restauro e riallestimento negli spazi dell’Ex-Ma.Ter.
La ricerca prevede l’applicazione di strumenti digitali per l’acquisizione e la riproduzione delle opere (scanner 3D, stampa 3D, VR/AR), con l’obiettivo di documentare, riprodurre e rendere accessibile la collezione mediante dispositivi immersivi e interattivi, che trovano applicazione in contesti museali, educativi e formativi.
Il progetto confluisce in un’esposizione multimediale che affianca calchi storici e copie contemporanee realizzate con tecniche innovative, rendendo visibile l’intero processo, dalla scansione alla stampa. Sono previste inoltre attività complementari quali:
· un convegno scientifico dedicato alla storia della copia e ai suoi impieghi attuali
· laboratori formativi rivolti ad aziende del settore culturale e creativo
· iniziative divulgative e espositive aperte alla cittadinanza.
L’approccio interdisciplinare adottato consente di attivare un trasferimento di conoscenze verso le PMI e i professionisti del settore culturale, favorendo l’adozione di buone pratiche nell’ambito della riproduzione e valorizzazione del patrimonio.
Il progetto trova applicazione diretta nel settore dei beni culturali, turismo inclusivo, turismo museale accessibile contribuendo alla valorizzazione del patrimonio scultoreo attraverso la digitalizzazione, la riproduzione e la divulgazione avanzata delle collezioni storiche. In particolare, le tecnologie impiegate (scanner 3D, stampa 3D, VR/AR) rendono possibile:
· la fruizione immersiva di contenuti museali da parte di un pubblico più ampio, anche a distanza;
· la realizzazione di repliche di alta precisione per finalità espositive, didattiche e conservative;
· lo sviluppo di percorsi educativi e divulgativi rivolti a scuole, imprese culturali, operatori museali e turisti;
· la sensibilizzazione del pubblico sull’importanza della copia nella storia dell’arte, attraverso linguaggi contemporanei.
Tali applicazioni favoriscono il trasferimento di innovazione verso musei, enti culturali e piccole-medie imprese del settore, potenziando il dialogo tra tradizione e nuove tecnologie e contribuendo alla creazione di modelli replicabili di valorizzazione territoriale.
Beni culturali
Scansione 3D
Stampa 3D
Realtà aumentata (AR)
Realtà virtuale (VR)
Fotogrammetria
Calco, copia d’arte, museologia, strumenti di accessibilità culturale, percorsi tattili
Rappresentazione e valorizzazione dell’arte pubblica in Sardegna
Davide Mariani, Sonia Borsato
Accademia delle Belle Arti Mario Sironi
L’arte pubblica in Sardegna rappresenta un ambito privilegiato per indagare le relazioni tra opere, territorio e identità collettiva. Il progetto si propone di valorizzare la produzione artistica nello spazio pubblico,...
con un focus specifico sull’intero corpus di opere realizzate da Liliana Cano (1924–2021), figura centrale della scena artistica sarda e nazionale, attraverso un approccio integrato tra ricerca scientifica, analisi iconografica e restituzione culturale.
Il caso studio dell’artista, attiva per oltre sessant’anni in numerosi contesti urbani e religiosi dell’isola, diventa emblematico di una riflessione più ampia sulle dinamiche di rappresentazione pubblica del femminile, della memoria storica e del sacro nella Sardegna contemporanea.
Le attività includono:
• la mappatura delle opere pubbliche di Liliana Cano, con rilievi fotografici e analisi dei contesti di realizzazione;
• una conferenza pubblica (ottobre 2024) presso l’Ex-Ma.Ter dell’Accademia Sironi, con la partecipazione di stakeholder e operatori culturali;
• la redazione della prima monografia scientifica dedicata all’opera pubblica di Liliana Cano, con oltre 100 immagini e contributi critici originali;
• l’attivazione di relazioni con enti e operatori regionali per l’inserimento del progetto nei circuiti di promozione culturale e turistica.
L’obiettivo finale è proporre un modello replicabile di valorizzazione dell’arte pubblica, fondato su strumenti di ricerca, linguaggi visivi e narrazione territoriale, in grado di alimentare la riflessione sull’eredità artistica e culturale della Sardegna in una prospettiva turistica.
Beni culturali
Mappatura territoriale
Arte pubblica
Archivio d’artista
Itinerari geo-tematici
Epigenetica e valorizzazione del patrimonio culturale
Benedetta Pische
Università degli Studi di Sassari
L’Ogliastra, una delle cinque Blue Zones al mondo, rappresenta un territorio di riferimento di eccellenza per lo studio dei fattori epigenetici associati alla longevità. ...
In questo contesto, la percezione della salute e del benessere non è determinata esclusivamente da aspetti nutrizionali, ma da un insieme di elementi che includono l’ambiente, la cultura, le tradizioni e uno stile di vita sano, capaci di influenzare in modo significativo lo stato psico-fisico degli individui.
L’approccio epigenetico, supportato da strumenti di intelligenza artificiale, consente di valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale del territorio sardo, fornendo una solida base scientifica per lo sviluppo di un modello di turismo esperienziale unico nel suo genere. Questo approccio permette di elaborare percorsi di longevità, salute e benessere personalizzati, in grado di attivare effetti benefici anche su chi soggiorna temporaneamente nel territorio. Il modello ogliastrino si configura così come una proposta replicabile a livello regionale, finalizzata alla creazione di una “rete di località terapeutiche” in cui scienza, cultura e tradizione contribuiscano congiuntamente alla promozione della salute e del benessere.
Le comunità locali e gli operatori del settore turistico avranno così a disposizione strumenti concreti per promuovere la Sardegna come laboratorio vivente di turismo rigenerativo e di valorizzazione del territorio.
Beni culturali
Turismo della salute pubblica
Sinergie tra salute e patrimonio, rilevanti per le entità del turismo del benessere e le iniziative locali di promozione della salute
Tecnologie digitali per la conservazione dei siti nuragici
Emilio Turco, Mustafa Erden Yildizdag
Università degli Studi di Sassari
Questo progetto di ricerca applica la meccanica, ovvero lo studio dei moti e delle forze, alla valorizzazione e tutela del patrimonio culturale, con un focus particolare sui nuraghi della Sardegna....
L’obiettivo è sviluppare un modello numerico scientifico che consenta di analizzare e valutare con precisione la stabilità strutturale di queste costruzioni megalitiche, simbolo dell’identità sarda e attrazione turistica di grande rilievo.
Grazie agli strumenti della fisica e della modellazione matematica, è possibile evitare approcci empirici basati su tentativi ed errori, sostituendoli con metodi rigorosi che permettono di comprendere gli effetti dell’invecchiamento, delle sollecitazioni sismiche e delle condizioni ambientali sulle strutture. Il progetto fornisce un importante contributo alla sicurezza dei visitatori e alla conservazione dei beni archeologici, supportando anche la pianificazione di nuove indagini archeologiche e interventi di valorizzazione.
Lo studio dei nuraghi, con le loro imponenti torri in pietra risalenti alla civiltà nuragica (dal XVIII al III secolo a.C.), diventa quindi un esempio emblematico di come le scienze dure possano dialogare con il patrimonio storico per conservarlo, interpretarlo e integrarlo responsabilmente nel sistema turistico e culturale contemporaneo.
Il progetto si applica all’analisi strutturale dei nuraghi con l’obiettivo di migliorarne la conoscenza, la conservazione e la sicurezza. Le simulazioni numeriche consentono di visualizzare i meccanismi di collasso e di individuare le aree strutturalmente più vulnerabili. I risultati ottenuti supportano la pianificazione di interventi di restauro e la progettazione di percorsi di visita più sicuri e consapevoli, favorendo un turismo culturale sostenibile.
Beni culturali
Strategie di conservazione del sito, benefici per il turismo archeologico ed educativo
Partnership con start-up del patrimonio digitale e musei
Tecnologie semantiche per la tutela del patrimonio culturale immateriale: l’ontologia BISTÌRIS per i costumi tradizionali sardi
Luca Pulina, Laura Pandolfo, Dario Guidotti
Università degli Studi di Sassari
Sviluppo di un'ontologia specifica per la rappresentazione strutturata dei costumi tradizionali sardi, a supporto dell'interoperabilità semantica, dell'analisi comparativa e dell'integrazione con dataset del patrimonio culturale e infrastrutture digitali....
L'ontologia e il relativo Knowledge Graph (KG) sono destinati a supportare la ricerca avanzata sul patrimonio culturale, l'interoperabilità con dataset esistenti e a consentire applicazioni per la classificazione e l'analisi di tipologie di costumi, caratteristiche degli indumenti e varianti storiche. I risultati attesi includono anche le basi per sistemi intelligenti in grado di classificare i costumi tradizionali in base a parametri geografici, morfologici e stilistici, facilitando sia la ricerca accademica che i servizi culturali digitali.
Beni culturali
Modellazione numerica avanzata
Costruzione di gemelli digitali fisici
Strategie di conservazione del sito
Integrazione scienza-tecnologia-beni culturali
Benefici per il turismo archeologico ed educativo
Partnership con start-up del patrimonio digitale e musei
Sacred Places, Digital Futures
Migrazioni religiose, patrimonio culturale e inclusione sociale.
Ludovica Decimo
Università degli Studi di Sassari
Il presente progetto mira a esplorare, potenziare e gestire in modi innovativi i fenomeni contemporanei noti come “migrazioni di fede”, intesi come mobilità – spesso in ragione di motivazioni religiose, turistiche e identitarie – verso luoghi intrisi di sacralità e memoria....
La Sardegna è identificata come un ambiente ideale per lanciare una sperimentazione integrata che combina la tradizione devozionale con l’uso di avanzate tecnologie digitali, promuovendo accessibilità, sostenibilità e coesione sociale.
L’attività di ricerca intende identificare protocolli e linee guida operativi che, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie, possono promuovere siti religiosi, monitorare e gestire il flusso dei visitatori, costruire itinerari tematici ed incoraggiare una esperienza più consapevole del patrimonio sacro, con una particolare attenzione ai luoghi di culto naturali, ai beni culturali religiosi e al potenziale dei parchi culturali ecclesiastici. L’obiettivo è duplice: da un lato, sviluppare modelli innovativi di governance e di ospitalità; dall’altro, promuovere un approccio integrato alla spiritualità e al panorama culturale.
Il progetto si rivolge a un pubblico ampio e interconnesso: pellegrini e turisti spirituali; entità ecclesiastiche (diocesi, santuari, confraternite); governi locali e regionali; operatori culturali e turistici; studiosi e accademici che studiano le trasformazioni religiose contemporanee; e giovani professionisti impegnati nell'innovazione culturale e sociale.
Beni culturali
Valorizzazione del patrimonio religioso e naturale
Nuovi protocolli e linee guida operativi per la promozione dei siti religiosi
Modelli innovativi di governance per siti spirituali e culturali
Proposta di nuovi itinerari tematici per il turismo esperienziale
SIMBENIA. Tecnologia e forme della vinificazione in anfora dall’età nuragica a quella contemporanea
Il progetto Simbenia unisce archeologia sperimentale, design e enogastronomia in un’iniziativa di trasferimento tecnologico e valorizzazione del territorio, promossa da Anna Depalmas e Antonella Camarda dell’Università di Sassari, in collaborazione con il designer Antonio Arcadu....
L’obiettivo è stato la realizzazione di un’anfora contemporanea ispirata a quella di Sant’Imbenia, utilizzata nell’antichità per contenere vino. Il progetto ha ipotizzato che tali anfore servissero non solo al trasporto ma anche alla vinificazione, come i dolia romani o i kveri georgiani. La sperimentazione, basata sulla prototipazione 3D e la collaborazione con artigiani, ha portato alla creazione di sette anfore testate in tre cantine (Sardegna, Roma, Lussemburgo). In Sardegna, il vitigno Arvesinadu è stato scelto per la sua origine antica e locale, permettendo di coniugare ricerca archeologica, artigianato ceramico e innovazione enologica.